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Piano di Emergenza

Categoria: Normative

Nella presente sezione, in continuo aggiornamento, è messa a disposizione la documentazione relativa agli adempimenti previsti dal Decreto Legislativo n. 81/2008 e le relative disposizioni correttive contenute nel Decreto Ministeriale n. 363/98.

VALUTAZIONE DELL'ESPOSIZIONE POTENZIALE A RISCHI LAVORATIVI

Tutto il personale che operi presso il Dipartimento ha obbligo di compilare la Scheda individuale per la valutazione dell'esposizione potenziale a rischi lavorativi. In particolare,...Oltre al personale docente, ricercatore, tecnico e amministrativo dipendente dell'università, si intende per lavoratore anche quello non organicamente strutturato e quello degli enti convenzionati, sia pubblici che privati, che svolge l'attività presso le strutture dell'università, salva diversa determinazione convenzionalmente concordata, nonché gli studenti dei corsi universitari (tesisti), i dottorandi, gli specializzandi, i tirocinanti, i borsisti ed i soggetti ad essi equiparati (frequentatori), ... art. 4 del D.M. 363/98.

Il modulo è scaricabile mediante il seguente link oppure dalla sezione Documenti.

 

PIANO DI EMERGENZA DEL DIPARTIMENTO

Il documento, elaborato secondo le indicazioni contenute nell'allegato ha come finalità di consentire la migliore gestione possibile delle situazioni incidentali con riferimento a scenari precedentemente ipotizzati in esito alla valutazione dei rischi effettuata.

 

Università degli Studi di Torino
Piano di emergenza
(elaborato secondo i criteri dettati dall’Allegato VIII del D.M. 10 marzo 1998)


Unità Produttiva: Dipartimento di Scienze della Terra
Indirizzo: Via Valperga Caluso, 35 - Torino
Cod. edificio: 035-A-B-C
Versione 3/2014


Il presente piano di emergenza è aggiornato al 25 marzo 2014.
Eventuali variazioni nell’organizzazione, nelle attività svolte, nelle strutture e negli impianti occorse successivamente a tale data, dovranno essere comunicate al Servizio di Prevenzione e Protezione al fine di provvedere alle necessarie integrazioni o
revisioni.
Copia del piano di emergenza è depositata presso la portineria del Dipartimento a disposizione delle unità di soccorso pubblico in caso di necessità.
Il suo contenuto e gli obblighi che ne derivano sono resi noti a tutto il personale dell’Unità produttiva.


Indice

1. Introduzione
Scopo e contenuti del piano di emergenza
Principio di salvaguardia
Revisione del piano di emergenza

2. Allarme, richiesta di soccorso, conclusione dell’emergenza
Centro di Gestione delle Emergenze
Segnalazione dell’emergenza (allarme)
Segnalazione automatica dell’emergenza
Comunicazione dell’emergenza
Chiamata dei soccorsi pubblici
Conclusione dell’emergenza

3. Compiti dei soggetti attivi per la gestione delle emergenze
Figure previste
Coordinatore dell’emergenza
Capo Squadra emergenza
Addetti antincendio
Addetti al primo soccorso
Addetto agli impianti
Personale posto a presidio del Centro per la gestione delle emergenze
Personale di custodia/portierato
Responsabili delle attività didattiche in aula o in laboratorio
Preposti


4. Comportamento dei soggetti passivi durante le emergenze
Obbligo di comportamento
Divieti
Incendio
Evacuazione
Accompagnamento delle persone disabili
Emergenza in zone protette con impianti di spegnimento automatici
Emergenza in assenza di personale di servizio

5. Altre procedure
Gestione di eventi vari o complessi
Esplosione
Fuoriuscita accidentale di sostanze pericolose
Allagamento
Evento sismico
Atto terroristico, sommossa, minaccia armata
Segnalazione o individuazione della presenza di ordigni
Emergenza nelle attività con impiego di radiazioni ionizzanti
Emergenza biologica


6.Glossario


Appendice
A. Organigramma per le emergenze
B. Numeri telefonici per le chiamate di emergenza
C. Attrezzature in dotazione
Allegati
Planimetrie
Norme per gli interventi di radioprotezione

1. Introduzione
1.1. Scopo e contenuti del piano di emergenza
Il piano di emergenza è elaborato per consentire la migliore gestione possibile delle situazioni incidentali, con riferimento a scenari precedentemente ipotizzati in esito alla valutazione dei rischi effettuata.
Il piano contiene le indicazioni sul comportamento che le persone presenti devono adottare quando si verifica una situazione di emergenza, le procedure e le informazioni chiave per porre in atto le prime manovre necessarie per limitare le
conseguenze negative dell’evento e per la richiesta di intervento delle unità di soccorso pubblico.
Gli obiettivi del piano di emergenza tengono conto delle seguenti priorità:
a) salvaguardare le persone presenti ed allontanarle dalla situazione di pericolo;
b) isolare la zona in cui si sta verificando l’evento evitandone l’espansione;
c) mettere in sicurezza gli impianti e le apparecchiature;
d) proteggere i beni materiali.
È definita emergenza una situazione anomala che presenta un pericolo potenziale o in atto.
Ai fini del presente piano di emergenza si distinguono due casi:
a) emergenza in presenza di personale di servizio, durante l’orario di apertura
al pubblico dell’insediamento nei giorni lavorativi;
b) emergenza in assenza di personale di servizio, nei giorni festivi o di vacanza, e durante le ore in cui l’insediamento non è aperto al pubblico.
1.2. Principio di salvaguardia
Ogni azione finalizzata alla gestione dell’emergenza deve essere compiuta evitando di mettere a repentaglio la propria e l’altrui incolumità affinché l’intervento si concluda senza che si verifichino ulteriori conseguenze negative.
1.3. Revisione del piano di emergenza
Il piano di emergenza è periodicamente aggiornato e revisionato, in funzione delle variazioni della realtà organizzativa e strutturale intercorse dalla data di redazione, tenendo conto dell'esperienza acquisita e delle osservazioni del personale addetto
alla gestione delle emergenze, nonché allo scopo di adeguarlo alle mutate esigenze di sicurezza ed allo sviluppo della tecnica e dei mezzi disponibili.

2. Allarme, richiesta di soccorso, conclusione dell’emergenza
2.1. Centro di Gestione delle Emergenze
Il Centro di Gestione delle Emergenze è il punto di riferimento e di coordinamento delle operazioni da affrontare al verificarsi di situazioni di emergenza nell’edificio. Il centro di gestione delle emergenze è accessibile al personale responsabile della
gestione dell'emergenza ed ai Vigili del Fuoco, ed è presidiato. Nel locale sono installati un telefono per le chiamate di soccorso esterno, i dispositivi per ricevere e trasmettere comunicazioni agli addetti al servizio antincendio e a tutti gli utenti
dell’edificio, le centrali di rivelazione e segnalazione degli incendi, nonché quanto altro ritenuto necessario alla gestione delle emergenze. All'interno del Centro di Gestione delle Emergenze sono custoditi il piano di emergenza, le planimetrie
dell'intera struttura riportanti l'ubicazione delle vie di uscita, dei mezzi e degli impianti di estinzione e dei locali a rischio specifico, gli schemi funzionali degli impianti tecnici con l'indicazione dei dispositivi di arresto o di intercettazione,
l'elenco completo del personale, l’elenco giornaliero delle persone cui sono assegnati compiti specifici per la gestione delle emergenze, i numeri telefonici necessari in caso di emergenza, le chiavi di tutte le porte dell’edificio, ecc.
2.2. Segnalazione dell’emergenza (allarme)
Al manifestarsi di qualunque situazione di pericolo, certo o probabile, tutti hanno l’obbligo di segnalare la situazione di emergenza che possono avere rilevata, chiamando il Centro di Gestione delle Emergenze.
La segnalazione dovrà contenere le seguenti informazioni:
a)  generalità di chi sta effettuando la segnalazione;
b)  indicazione precisa del luogo interessato;
c)  tipo di evento in corso;
d)  eventuale presenza di infortunati.
In caso di pericolo grave ed immediato la segnalazione può essere effettuata premendo il più vicino pulsante di allarme che attiverà la segnalazione acustica.
Chi ha effettuato la segnalazione dovrà poi avvertire immediatamente le persone che, a suo giudizio, possono essere coinvolte dagli sviluppi dell’evento.
2.3. Segnalazione automatica dell’emergenza
In caso di attivazione dei segnali di allarme automatici, il personale presente nella zona interessata verifica prontamente la causa dell’evento e ne dà immediata comunicazione al Centro di Gestione delle Emergenze.
In caso di falso allarme accertato, un addetto alla gestione delle emergenze tacita il segnale di allarme e ripristina le condizioni iniziali se ciò risulta possibile, altrimenti segnala il problema al Servizio di manutenzione per la verifica della
funzionalità dell’impianto.
2.4. Comunicazione dell’emergenza
Per comunicazione dell’emergenza si intende la diffusione dell’informazione che è in corso una situazione di emergenza, affinché ogni persona all’interno dell’edificio assuma il ruolo e il comportamento previsti nel presente documento.
L’informazione, in funzione del luogo e della situazione, può essere emanata tramite:
a) segnalazione acustica (sirena o campanella);
b) segnalazione ottica (in genere dove sono presenti impianti di spegnimento automatico);
c) comunicazione mediante impianto di diffusione di messaggi tramite altoparlanti o megafono portatile;
d) persona inviata.
La segnalazione acustica è codificata in
a) suono continuo: allarme di evacuazione;
b) suono intermittente: preallarme.
2.5. Chiamata dei soccorsi pubblici
Salvo quanto indicato in seguito (par. 4.7.), la chiamata dei soccorsi pubblici è effettuata di norma dal Coordinatore dell’emergenza.
La richiesta di soccorso deve contenere i dati che seguono:
a) generalità di chi sta chiamando, indirizzo e il numero di telefono;
b) tipo di emergenza in corso;
c) persone coinvolte o ferite;
d) zona dell’edificio in cui si sta verificando l’evento;
e) stadio dell’evento (in fase di sviluppo, stabilizzato, ecc.)
f) altre indicazioni particolari (materiali coinvolti, necessità di fermare i mezzi a distanza, ecc.)
g) eventuali indicazioni sul percorso e sull’accesso all’edificio.

È necessario rispondere a tutte le domande che saranno rivolte dall’operatore. Attendere la sua conferma prima di chiudere la comunicazione. La persona che effettua la chiamata deve rimanere a disposizione fino all’arrivo delle unità di soccorso pubblico.
2.6. Conclusione dell’emergenza
Il Coordinatore dell’emergenza o gli operatori esterni di soccorso pubblico danno comunicazione al Responsabile dell’Unità produttiva in merito alla conclusione della situazione di emergenza.
Il Servizio di Prevenzione e Protezione e l’Ufficio Tecnico provvedono in base alle rispettive competenze ad effettuare i necessari sopralluoghi e rilievi, esprimendosi in merito alle possibilità di ripresa dell’attività, sulle misure da adottare per il
ripristino delle condizioni normali, e sulle eventuali misure temporanee necessarie, sentito il parere delle Autorità competenti qualora sia stato necessario l’intervento delle unità di soccorso pubblico.
L’accesso da parte del personale non addetto alle emergenze all’area interessata dall’evento o all’intero insediamento è consentito soltanto dopo che il Coordinatore dell’emergenza abbia autorizzato la ripresa delle attività comunicando le eventuali
limitazioni temporanee di esercizio.

3. Compiti dei soggetti attivi per la gestione delle emergenze
3.1. Figure previste
Per la gestione delle emergenze sono previsti i seguenti soggetti attivi:
a) coordinatore dell’emergenza (e suo sostituto);
b) capo squadra antincendio (e suo sostituto);
c) addetti antincendio;
d) addetti al primo soccorso;
e) addetto agli impianti;
f) personale di custodia/portierato;
g) responsabili delle attività didattiche in aula e in laboratorio;
h) preposti.

Nelle attività con impiego di agenti biologici e radiazioni ionizzanti le specifiche procedure riportate negli allegati possono prevedere ulteriori figure e compiti.
3.2. Coordinatore dell’emergenza
Coordina tutte le operazioni durante l’emergenza, ed ha facoltà di prendere tutte le decisioni che ritiene necessarie per condurle a buon fine. Il Coordinatore dell’emergenza è l’unico arbitro delle decisioni d’urgenza che ritiene di assumere.
Lo stato di emergenza e l’evacuazione totale dell’edificio possono essere decisi soltanto dal Coordinatore dell’emergenza o dalle autorità preposte, salvo quanto specificato nel paragrafo 4.7.
Appena segnalato l’allarme:
a) si reca al Centro di Gestione delle Emergenze e si mette in contatto con il Capo della squadra di emergenza;
b) raccoglie le informazioni disponibili sull’evento in corso;
c) valuta, sulla base delle osservazioni effettuate o delle informazioni in suo possesso, la necessità di preallertare o di richiedere l’intervento immediato dei soccorsi esterni;
d) instaura i necessari collegamenti interni ed esterni.
Se la situazione è sotto controllo:
a) organizza le operazioni da intraprendere in funzione del tipo di emergenza in corso.
Se la situazione non è sotto controllo:
a) impartisce l’ordine di evacuazione dell’intero edificio o di parte di esso;
b) dispone la chiusura delle porte di compartimentazione dell’edificio;
c) acquisisce le informazioni sull’andamento dell’evacuazione e, se le condizioni lo consentono, organizza le ricerche in caso di dubbio sull’assenza di persone anche in base alle eventuali segnalazioni dei presenti;
d) prende contatto con i servizi di soccorso esterno (VV.F., 118, Polizia, Carabinieri, Italgas, ENEL, ecc., in funzione del tipo di emergenza in corso);
e) sopraggiunti i soccorsi esterni cede a loro il coordinamento delle operazioni, fornendo informazioni sull’evento ed ogni altro elemento utile per un loro rapido intervento (piano di emergenza, planimetrie dell'intera struttura, ecc.).
Al termine dell’emergenza:
a) impartisce l’ordine di cessato allarme;
b) dà comunicazione dell’evento al Servizio di Prevenzione e Protezione trasmettendo la documentazione eventualmente prodotta dai servizi di soccorso esterno;
c) decide, sentiti il Servizio di Prevenzione e Protezione, le figure tecniche e le autorità competenti, se far riprendere l’attività lavorativa interrotta;
d) emana le necessarie comunicazioni e disposizioni per la ripresa dell’attività informandone il Responsabile dell’Unità produttiva.
3.3. Capo squadra emergenza
Il Capo squadra è responsabile del primo intervento e decide autonomamente la tattica da adottare per affrontare la situazione. Coordina l’attività degli addetti alle emergenze nell’ambito dei compiti loro assegnati (paragrafo 3.4) e fornisce al
Coordinatore dell’emergenza le informazioni necessarie per la gestione della situazione.
3.4. Addetti antincendio
Gli addetti antincendio, in base alle disposizioni ricevute dal Capo squadra e alla specifica formazione ricevuta, intervengono quando è segnalato un principio di incendio in atto.
In caso di allarme, gli addetti antincendio entrano in azione con la seguente progressione:
a) prelevano le attrezzature e i dispositivi di protezione individuali dagli appositi armadietti in dotazione;
b) raggiungono rapidamente l'area interessata dal fuoco.
Se la situazione appare controllabile:
a) intercettano, in funzione delle necessità, le utenze interrompendo l’alimentazione della corrente elettrica e dei gas nell’area interessata dall’evento;
b) soccorrono gli eventuali infortunati portandoli al sicuro se si trovano in luoghi esposti ad ulteriori pericoli;
c) contrastano l'evento con le difese, attrezzature e risorse disponibili.
Se l’intervento ha esito positivo:
a) provvedono all’aerazione dei locali;
b) effettuano i controlli necessari per assicurarsi che la condizione di emergenza sia cessata.
Se la situazione non appare controllabile ovvero se l’intervento non ha esito positivo:
a) segnalano al Coordinatore dell’emergenza la necessità di richiedere l’intervento dei soccorsi esterni e di procedere all’evacuazione parziale o totale dell’edificio;
b) interrompono l’alimentazione della corrente elettrica e dei gas in tutto il compartimento antincendio interessato dall’evento;
c) allontanano per quanto possibile i materiali che potrebbero alimentare l’incendio o aumentarne la pericolosità (bombole di gas, bombolette spray, solventi, materiali plastici, carta, ecc.);
d) isolano l’area in cui si sta verificando l’evento chiudendo le porte di compartimentazione;
e) rimuovono eventuali ostacoli che possano compromettere l’azione di soccorso;
f) predispongono all'uso da parte degli operatori del soccorso pubblico i mezzi di contrasto;
g) sopraggiunti gli operatori del soccorso pubblico si mettono a loro disposizione, cedendo loro la gestione dell’emergenza, fornendo l’assistenza necessaria ed ogni utile informazione per un loro rapido intervento;
h) si allontanano dalla zona interessata dall'incidente su disposizione degli operatori esterni di soccorso.
3.5. Addetti al primo soccorso
Ricevuta notizia di un infortunio o malore occorso a persone presenti nell’insediamento:
a) raggiungono rapidamente l'area in cui si è verificato l'incidente prelevando le attrezzature di primo soccorso in dotazione;
b) raccolgono dai presenti informazioni relative all’accaduto;
c) prestano soccorso in base alle loro possibilità e alla formazione specifica ricevuta collaborando se necessario con gli altri soggetti attivi nella gestione dell’emergenza;
d) valutano la necessità di richiedere l’intervento dei soccorsi esterni (118);
e) forniscono alle unità di soccorso pubblico tutte le informazioni raccolte in relazione all’accaduto;
f) provvedono all’accompagnamento del paziente al presidio sanitario qualora gli operatori del 118 ne dispongano il ricovero;
g) acquisiscono copia del referto rilasciato dal presidio sanitario e la consegnano al Responsabile dell’Unità produttiva per gli adempimenti di legge informandolo dell’accaduto;
h) assistono i soggetti disabili in tutte le fasi dell’emergenza in caso di assenza di accompagnatori (cfr. 4.5.).
3.6. Addetto agli impianti
L’Addetto agli impianti esegue gli interventi tecnici e/o di gestione degli impianti che si rendono necessari in relazione al tipo di emergenza.
Quando è richiesto il suo intervento, e in base alle necessità di volta in volta individuate, dovrà:
a) dotarsi dei dispositivi di protezione individuale a disposizione;
b) dotarsi delle chiavi dei locali e degli impianti (cabina elettrica, vano ascensore, centrale termica, impianto di ventilazione o condizionamento, locale gruppo elettrogeno, ecc.);
c) dotarsi di attrezzi di pronto intervento (pila, pinze, cacciavite, accetta, ecc.).
Effettuerà quindi gli interventi specifici atti a coadiuvare l’azione di emergenza:
a) mettendo fuori servizio ascensori e montacarichi e liberando le persone che vi siano eventualmente rimaste intrappolate;
b) selezionando la distribuzione dell’energia elettrica;
c) disattivando gli impianti di ventilazione;
d) intercettando fuoriuscite di gas ed acqua indesiderate;
e) intercettando l’alimentazione del combustibile alla centrale termica;
f) provvedendo all’evacuazione dei fumi azionando gli appositi dispositivi, aprendo porte e finestre o eventualmente rompendo vetri o infissi;
g) verificando l’avviamento ed il corretto funzionamento del gruppo di pompaggio;
h) provvedendo ad altre eventuali opere richieste dalle unità di soccorso pubblico.
3.7. Personale posto a presidio del Centro per la gestione delle emergenze
Il personale posto a presidio del Centro per la gestione delle emergenze deve:
a) verificare giornalmente, all’inizio e al termine del servizio, lo stato di funzionamento delle centraline di controllo degli impianti di rivelazione incendi e allarme, e in presenza di anomalie richiedere l’intervento del Servizio di manutenzione;
b) in caso segnalazione di una situazione di emergenza o di attivazione automatica dei segnali di allarme mettersi tempestivamente in contatto con il Coordinatore dell’emergenza e con il Capo squadra informandoli sulla natura e sulla localizzazione dell’evento;
c) rimanere a disposizione del Coordinatore dell’emergenza coadiuvandolo nello svolgimento dei suoi compiti;
d) custodire l’elenco giornaliero delle persone cui sono assegnati compiti specifici per la gestione delle emergenze.
3.8. Personale di custodia/portierato
Il personale di custodia e/o gli addetti alle portinerie devono:
a) custodire ordinatamente le chiavi di tutte le porte dell’edificio, mettendole a disposizione degli addetti alle emergenze e delle unità di soccorso pubblico quando richiesto;
b) aprire gli accessi necessari per consentire l’ingresso alle unità di soccorso pubblico;
c) vietare l’ingresso agli automezzi e ai visitatori esterni durante l’emergenza;
d) attendere presso l’ingresso le unità di soccorso pubblico, fornendo loro le indicazioni per raggiungere il luogo dell’incidente e mettendole in contatto con gli addetti alla gestione delle emergenze.
3.9. Responsabili delle attività didattiche in aula o in laboratorio
Il Responsabile delle attività didattiche in aula o in laboratorio deve gestire le situazioni di emergenza che si verificano durante lo svolgimento delle lezioni o esercitazioni occupandosi degli studenti presenti.
Nel locale in cui si sta verificando l’incidente:
a) allontana i presenti dalla situazione di pericolo, se necessario ordinando l’evacuazione del locale e il raggiungimento dei luoghi sicuri prestabiliti;
b) dà immediata comunicazione dell’evento in corso al Centro di gestione delle emergenze;
c) se necessario, mette in sicurezza le apparecchiature di sua pertinenza;
d) interviene sull’evento in base alle proprie capacità e possibilità, cedendo l’iniziativa agli addetti alla gestione delle emergenze non appena questi siano sopraggiunti;
e) fornisce agli addetti alla gestione delle emergenze tutte le informazioni e la collaborazione necessarie per la gestione dell’evento.
Avuta notizia dell’emergenza in corso nell’edificio:
a) raccoglie il gruppo di cui è responsabile;
b) spiega il comportamento da tenere durante l’emergenza;
c) mette in sicurezza le apparecchiature di sua pertinenza;
d) provvede, ricevuto l’ordine di evacuazione, ad avviare il gruppo al Punto di raccolta prestabilito;
e) verifica, con particolare riguardo agli ambienti in cui la segnalazione dell’emergenza potrebbe essere non udita (es. servizi igienici, ascensori, locali insonorizzati, ecc.), che l’area sia effettivamente evacuata;
f) controlla che le porte di compartimentazione delle aree evacuate siano chiuse correttamente, provvedendovi direttamente in caso contrario;
g) mantiene unito il gruppo fino al termine dell’emergenza;
h) rimane a disposizione per le eventuali ulteriori necessità.
3.10. Preposti
Qualora si verifichino situazioni di emergenza i preposti devono intervenire collaborando alla messa in sicurezza delle apparecchiature e all’attuazione delle specifiche procedure nel caso in cui siano coinvolte sostanze pericolose, agenti biologici, radiazioni ionizzanti, animali in stabulazione, ecc.
In occasione di una situazione di emergenza:
a) allontanano le persone presenti nell’area interessata dall’evento;
b) avvisano il Centro per la gestione delle emergenze dell’evento in corso, ponendosi a loro disposizione;
c) trasferiscono le disposizioni ed i messaggi scambiati tra gli addetti all’emergenza;
d) accertano e se necessario rimuovono gli ostacoli di impedimento alla fruizione dei mezzi fissi di difesa o che condizionano il deflusso delle masse verso luoghi sicuri;
e) disattivano se necessario i quadri elettrici di piano.
In caso di evacuazione:
a) indicano i percorsi di esodo ai flussi che evacuano il compartimento;
b) rassicurano i presenti per conseguire un deflusso ordinato e composto;
c) aiutano le persone in evidente stato di maggior agitazione;
d) coadiuvano i disabili eventualmente presenti che non usufruiscono del servizio di accompagnamento;
e) ispezionano i locali di piano/settore prima di abbandonare la postazione;
f) chiudono le porte di compartimentazione eventualmente aperte;
g) abbandonano la postazione su disposizione delle figure attive nella gestione delle emergenze e/o delle unità di soccorso pubblico e in ogni caso quando l'evacuazione degli altri soggetti è completata;
h) collaborano al rilevamento della presenza di tutto il personale evacuato.

4. Comportamento dei soggetti passivi durante le emergenze
4.1. Obbligo di comportamento
Tutte le persone presenti nell’insediamento alle quali non sono assegnati specifici incarichi per la gestione delle emergenze devono attenersi alle disposizioni che seguono, eseguendo prontamente, in modo ordinato e senza discutere le istruzioni che sono impartite dalle figure attive nella gestione delle emergenze e dagli operatori del soccorso pubblico.
4.2. Divieti
Dal momento della segnalazione dell’emergenza fino al ripristino delle condizioni di normalità è vietato:
a) servirsi di ascensori o montacarichi;
b) utilizzare i telefoni per motivi diversi da quelli della gestione dell’emergenza: eventuali comunicazioni in corso devono essere interrotte.
4.3. Incendio
Nel caso in cui si sviluppi un principio d’incendio all’interno di un locale, e non risulti possibile spegnerlo immediatamente, le persone presenti devono:
a) uscire dal locale avendo cura di chiuderne la porta (non a chiave!);
b) segnalare al Centro per la gestione delle emergenze la situazione in atto,
c) eventualmente attivando il pulsante di allarme;
d) fornire ogni informazione utile sull’evento in atto al personale addetto alla gestione delle emergenze;
e) portarsi in prossimità della più vicina uscita di sicurezza in attesa che sia diramato l'ordine di evacuazione, disponendosi in modo da non costituire intralcio.
4.4. Evacuazione
L’evacuazione è un’azione pianificata di spostamento di un gruppo di persone da un luogo pericoloso ad un luogo sicuro. In funzione del tipo di emergenza in corso, può riguardare l’intero insediamento o solo una parte di esso, ed essere indirizzata
verso un punto di raccolta esterno o verso un compartimento diverso (adiacente) da quello in cui si sta verificando l’incidente.
L’ordine di evacuazione è impartito dal Coordinatore dell’emergenza o dagli operatori del soccorso pubblico. Durante le operazioni di evacuazione ciascuno dovrà eseguire diligentemente i compiti che gli sono assegnati.
E' necessario che ogni gruppo di persone presenti in ciascun settore dell’insediamento (ufficio, laboratorio, aula, ecc.) si ricomponga nei punti di raccolta affinché si possa procedere ad un controllo di tutte le presenze da parte
del personale incaricato. Coloro che non hanno specifiche mansioni previste dal piano di emergenza devono rimanere nei punti di raccolta per non ostacolare le operazioni di salvataggio e di estinzione delle unità di soccorso pubblico.
Udito il segnale di preallarme (suono intermittente o messaggio diffuso tramite altoparlanti) o ricevutone l’ordine devono:
a) Compiere le manovre di messa in sicurezza degli apparecchi o impianti di loro competenza;
b) portarsi in prossimità della più vicina uscita di sicurezza in attesa che sia diramato l'ordine di evacuazione, disponendosi in modo da non costituire intralcio.
c) restare in attesa di ulteriori istruzioni.
Udito il segnale di evacuazione (suono continuo o messaggio diffuso tramite altoparlanti) o ricevutone l’ordine devono:
d) abbandonare il proprio posto di lavoro, possibilmente dopo aver compiuto le manovre di messa in sicurezza degli apparecchi o impianti di loro competenza;
e) percorrere esclusivamente le vie di esodo segnalate con gli appositi cartelli, seguendo le eventuali indicazioni degli addetti alle emergenze, muovendosi senza indugio, ordinatamente, senza correre e in silenzio per poter udire eventuali istruzioni o richiami di aiuto;
f) non portare con sé oggetti ingombranti o che possano costituire intralcio o pericolo;
g) non tornare indietro per nessun motivo (nel caso, devono segnalare eventuali problemi agli addetti alle emergenze);
h) in presenza di fumo lungo il percorso di esodo, in quantità tale da rendere difficoltosa la respirazione e limitare la visibilità, camminare chini, proteggere naso e bocca con un fazzoletto bagnato (se possibile) ed orientarsi tramite il contatto con le pareti per raggiungere il più vicino luogo sicuro statico o dinamico;
i) fornire tutto l’aiuto possibile alle persone in difficoltà, tanto nella ricerca dei percorsi di esodo quanto nel sostegno fisico e psicologico;
j) non ostruire le uscite dell’insediamento rimanendo in prossimità di esse, ma raggiungere i punti di raccolta prestabiliti e rimanervi in attesa di ulteriori istruzioni o della comunicazione di fine emergenza.
Se il fumo rende impraticabili i corridoi e le scale, e pertanto non è possibile raggiungere un luogo sicuro:
a) rientrare nella stanza chiudendo bene la porta (non a chiave!);
b) sigillare con abiti possibilmente bagnati le fessure della porta;
c) segnalare la propria presenza all’esterno affacciandosi alla finestra.
4.5. Accompagnamento delle persone disabili
Le persone disabili che accedono per motivi di studio o di lavoro agli edifici universitari possono usufruire di un apposito servizio di accompagnamento dell’Ateneo.
Se il disabile è presente nel compartimento in cui si sta verificando l’evento incidentale, gli accompagnatori devono aiutarlo a raggiungere immediatamente un compartimento adiacente (luogo sicuro statico) o l’apposito spazio calmo (se esistente).
Ricevuto l’ordine di evacuazione gli accompagnatori devono aiutare il disabile a raggiungere il punto di raccolta prestabilito seguendo il percorso precedentemente individuato, attendendo eventualmente che le vie di esodo siano sgombre o utilizzando gli appositi spazi calmi per evitare di costituire intralcio al deflusso. Se necessario, manovrano i dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche eventualmente coadiuvati da un addetto alle emergenze.
In caso di deficit sensoriale o cognitivo è necessario che gli accompagnatori si occupino anche di porre il disabile in condizione di comprendere la situazione. Gli accompagnatori rimangono costantemente a fianco del disabile per assisterlo in tutte le fasi dell’emergenza. In caso di assenza di accompagnatori i compiti loro affidati sono svolti dagli addetti al primo soccorso.
4.6. Emergenza in zone protette con impianti di spegnimento automatici
Le zone protette con impianti di spegnimento automatici sono dotate di sistema di segnalazione acustica e ottica dell’allarme e di porte di compartimentazione a chiusura automatica per l’isolamento del compartimento.
All’attivazione del sistema di segnalazione le persone presenti nel compartimento:
a) abbandonano prontamente la zona prestando tutto l’aiuto possibile alle persone eventualmente in difficoltà;
b) verificano la corretta chiusura delle porte di compartimentazione alle loro spalle;
c) si recano nel punto di ritrovo prestabilito;
d) forniscono alla squadra di emergenza tutte le informazioni a loro conoscenza sull’evento in corso.
E’ fatto divieto assoluto di rientrare nella zona prima che sia stata effettuata la bonifica dell’aria.
4.7. Emergenza in assenza di personale di servizio
Data l’articolazione e le particolari caratteristiche dell’attività universitaria, è possibile che nell’edificio siano presenti persone anche al di fuori dell’orario normale di servizio e nelle ore di chiusura al pubblico.
Chiunque rilevi una situazione di emergenza in tali circostanze deve valutare attentamente la situazione e se non è in grado di porvi rimedio personalmente senza mettere a repentaglio la propria incolumità:
a) preme il pulsante di allarme per segnalare l’evento alle altre persone eventualmente presenti nell’edificio;
b) richiede l’intervento delle unità di soccorso pubblico fornendo le indicazioni elencate nel paragrafo Chiamata dei soccorsi pubblici (2.4.) e dichiarando le proprie generalità;
c) avverte il Responsabile dell’Unità produttiva in merito all’evento in corso;
d) attende presso l’ingresso le unità di soccorso pubblico, mettendosi a loro disposizione per fornire le indicazioni necessarie e mettendoli in contatto con il Responsabile dell’Unità produttiva.
Il Responsabile dell’Unità produttiva valuta la necessità di convocare gli addetti alla gestione delle emergenze e provvede in merito.
Le altre persone eventualmente presenti nell’edificio, udito il segnale di allarme abbandonano l’insediamento e raggiungono i punti di raccolta previsti, rimanendo a disposizione per le eventuali necessità.

5. Altre procedure
5.1. Gestione di eventi vari o complessi
Di seguito sono riportate indicazioni per la gestione di situazioni specifiche, diverse da quelle descritte in precedenza, in cui è difficile operare secondo modalità completamente pianificate. Alcuni eventi potrebbero presentarsi anche in concatenamento fra loro (incendio-infortunio, fuoriuscita accidentale di sostanze pericolose-incendio, incendio-esplosione, fuoriuscita accidentale di sostanze pericolose-infortunio, ecc.). Di volta in volta si dovranno pertanto individuare le procedure da attuare e le azioni da compiere.
5.2. Esplosione
Si distinguono due tipi di esplosione:
a) combustione esplosiva: può avvenire per effetto della formazione di miscele esplodibili o da sostanze classificate come esplosivi, in presenza di un innesco adeguato (fiamme libere, fonti di calore, scintille, elettricità statica, ecc.).
b) esplosione fisica: è la rottura meccanica di un contenitore soggetto alla pressione di un fluido, causata ad esempio da un innalzamento della temperatura (esposizione prolungata al sole o ad altre fonti di calore, ecc.) che ne provoca una variazione dello stato fisico.
La notevole quantità di energia rilasciata repentinamente in tali casi produce un’onda d’urto dagli effetti distruttivi. Nell’eventualità che si verifichi una delle suddette situazioni gli addetti alla
gestione delle emergenze devono:
a)b)c)d)e)accertarsi che non vi siano ulteriori possibilità di esplosioni o crolli;
b)interrompere se necessario l’erogazione dell’energia elettrica e dei gas;
c) soccorrere gli eventuali feriti con le dovute cautele tenendo presente che i feriti gravi non vanno rimossi, salvo nel caso in cui si presentassero per gli stessi dei rischi maggiori se rimanessero in loco;
d)ispezionare la zona dove è avvenuta l’emergenza alla ricerca di persone eventualmente in difficoltà;
e) effettuare un rapido censimento del personale per verificare le eventuali assenze.
Se si verifica una fuoriuscita accidentale di gas o di liquidi infiammabili è necessario ventilare immediatamente l’ambiente interessato per evitare che si formi un’atmosfera esplosiva.
In caso di incendio è necessario allontanare dal focolaio eventuali recipienti in pressione presenti (comprese le bombole “vuote”).
5.3. Fuoriuscita accidentale di sostanze pericolose
L’attuazione delle seguenti indicazioni è affidata ai Responsabili delle attività didattiche o di ricerca in laboratorio e ai preposti che operano all’interno dei laboratori, poiché possiedono conoscenze adeguate per compiere gli interventi necessari con la dovuta tempestività. Quando necessario dovranno essere attivate anche le altre figure previste per la gestione delle emergenze.
In caso di fuoriuscita accidentale di sostanze pericolose, è necessario:
a) allontanare le persone che non devono partecipare all’intervento;
b)cercare di individuare la natura della sostanza;
c) evitare il contatto con la sostanza;
d) non inalare vapori/aerosol/polveri;
e) assicurare l’apporto di aria fresca nei locali chiusi;
f) se possibile tentare di intercettare al più presto la perdita per limitarne l’entità.
Se la sostanza dispersa è infiammabile:
a) evitare la formazione di scintille e l'accensione di fiamme libere;
b) non attivare apparecchi elettrici (campanello, telefono, impianti di trattamento aria, ecc.);
c) disattivare l'energia elettrica dal quadro di piano e/o generale.
Se la sostanza dispersa è allo stato di gas o vapore:
a) non accedere nei locali in cui la percentuale di ossigeno nell’aria può essersi ridotta a seguito della dispersione di gas o vapori anche inerti;
b) mantenersi il più possibile lontano dalla sorgente di emissione del gas o dei vapori tossici o nocivi;
c) aerare il locale aprendo le finestre (eventualmente dall’esterno) per favorirne la dispersione in atmosfera;
d) chiudere la porta dopo essersi allontanati dal locale.
Se la sostanza dispersa è allo stato liquido:
a) trattare con materiale assorbente (p. es. Chemizorb®, sepiolite, vermiculite, ecc.) cercando di contenere la dimensione della pozza formatasi per minimizzarne l’evaporazione;
b) raccogliere con le attrezzature in dotazione e smaltire come rifiuto speciale pericoloso;
c) pulire la zona interessata.
Se la sostanza dispersa è allo stato solido:
a) raccogliere con le attrezzature in dotazione evitando di sollevare polvere;
b) pulire la zona interessata.
Se la sostanza dispersa è metano (gas di rete) o gasolio per il riscaldamento è necessario chiudere la valvola a monte della fuga ovvero intervenire sulla valvola generale dell’insediamento. Disattivare l'energia elettrica dal quadro generale. Se la fuga non si arresta, avvertire immediatamente il servizio di segnalazione guasti e dispersioni della Società fornitrice del gas o la ditta cui è affidata la manutenzione dell’impianto termico.
Alcune sostanze pericolose possono richiedere modalità di trattamento o dispositivi di protezione individuale particolari. Verificare preventivamente sulle schede di sicurezza tali necessità e predisporre le attrezzature ed i materiali specifici.
Durante gli interventi di bonifica degli ambienti si devono sempre indossare i dispositivi di protezione individuale necessari (guanti, occhiali o schermo protettivo, tuta, calzature, ecc.). In presenza di sostanze pericolose disperse nell’aria è necessario proteggere le vie respiratorie con dispositivi idonei, accedendo ai locali inquinati solo se si ha la certezza che non sussistono rischi di asfissia o di intossicazione.
5.4. Allagamento
Per allagamento si deve intendere l’accumulo di acqua negli ambienti interni in misura tale da produrre un grave disagio con situazioni di pericolo per il personale che vi opera, oltre ad eventuali danni all’edificio ed agli impianti. Può essere causato da forti precipitazioni atmosferiche, da variazioni di livello delle falde acquifere, da rottura di condutture di acqua interne od esterne all’edificio.
Nell’eventualità di un allagamento anche parziale, che possa rendere pregiudizievole la sicurezza del personale, gli addetti alla gestione delle emergenze devono:
a) interrompere l’alimentazione di energia elettrica nella zona allagata;
b) disattivare ascensori o montacarichi che accedono ai piani sotterranei o semisotterranei dell’edificio;
c) non cercare di attraversare ambienti allagati se non si conosce perfettamente il luogo, la profondità dell'acqua stessa e l’esistenza nell'ambiente di pozzetti, fosse e depressioni;
d) individuare l’eventuale presenza di persone rimaste in difficoltà;
e) far defluire l’acqua o prosciugare con i mezzi a disposizione la zona allagata;
f) collaborare con i Vigili del Fuoco nell’eventualità di un loro intervento.
5.5. Evento sismico
In caso di evento sismico, è possibile portarsi al di fuori dell'insediamento solo se ci si trova in prossimità di uscite che immettono direttamente in un ampio luogo aperto, prestando attenzione all’eventuale caduta di macerie o di oggetti dalle facciate dell’edificio. In tale situazione non è necessario attendere il segnale di allarme.
Quando l’evacuazione non è praticabile, durante le scosse telluriche non si deve sostare al centro degli ambienti ma è necessario cercare di collocarsi nei punti più solidi della struttura dell'edificio (pareti portanti, muri maestri, architravi, i vani delle
porte e gli angoli in genere), lontani da vetri e finestre che potrebbero rompersi e da tutto ciò che ci può cadere addosso (suppellettili comprese) cercando eventualmente riparo sotto grandi tavoli o scrivanie.
Prima di abbandonare lo stabile, una volta che è terminata l'emergenza, accertarsi con cautela se le regolari vie di esodo sono integre e fruibili. Se le strutture dello stabile sono state lesionate consistentemente, rimanere in attesa di soccorsi ed evitare sollecitazioni che potrebbero provocare ulteriori crolli.
5.6. Atto terroristico, sommossa, minaccia armata
Per la gestione di tali situazioni è necessario richiedere quanto prima possibile l’intervento delle Forze dell’Ordine, che devono essere allertate evitando comportamenti che possano compromettere la propria e l’altrui sicurezza.
Se l'evento interessa aree esterne all’insediamento, i comportamenti da tenere sono i seguenti:
a) non abbandonare il proprio posto di lavoro e non affacciarsi alle finestre;
b) spostarsi dalle porzioni del locale allineate con finestre esterne e con porte o che siano sottostanti oggetti sospesi (lampadari, quadri, altoparlanti, ecc.) e concentrarsi in zone più sicure (ad esempio contro la parete del locale opposta a quella esterna o nel tratto di parete compreso tra due finestre);
c) mantenere la calma evitando isterismi ed urla per non condizionare i comportamenti altrui;
d) assistere le persone in evidente stato di maggior agitazione;
e) attendere le ulteriori istruzioni.
In caso di minaccia armata:
a) non abbandonare i posti di lavoro e non affacciarsi alle porte del locale per guardare all'esterno;
b) restare ciascuno al proprio posto e con la testa china se la minaccia è diretta;
c) non raggrupparsi, per offrire minore superficie ad azioni di offesa fisica;
d) non contrastare con i propri comportamenti le azioni compiute dall'attentatore/folle;
e) mantenere la calma ed il controllo delle proprie azioni per offese ricevute e non deridere i comportamenti squilibrati del folle;
f) qualsiasi azione e/o movimento compiuto deve essere eseguito con naturalezza e con calma (nessuna azione che possa apparire furtiva - nessun movimento che possa apparire una fuga o una reazione di difesa);
g) se la minaccia non è diretta e si è certi delle azioni attive di contrasto delle Forze dell’Ordine, porsi seduti o distesi a terra ed attendere ulteriori istruzioni.
5.7. Segnalazione o individuazione della presenza di ordigni
Qualora sia segnalata (anche tramite telefonata anonima) o individuata la presenza di ordigni presumibilmente esplosivi o comunque potenzialmente pericolosi, è necessario provvedere immediatamente all’attivazione della procedura di evacuazione totale dell’edificio (v. paragrafo 4.4.) e all’allertamento delle Forze dell’Ordine.
5.8. Emergenza nelle attività con impiego di radiazioni ionizzanti
Per la gestione delle emergenze nelle attività che prevedono l’impiego di radiazioni ionizzanti sono adottate le procedure specifiche e le attrezzature di intervento indicate dall’Esperto qualificato per la radioprotezione.
Tali procedure sono – quando necessario – riportate in allegato.
5.9. Emergenza biologica
Se si verifica una dispersione accidentale di agenti biologici, si attuano le procedure di contenimento e disinfezione specificamente previste a cura del responsabile della sicurezza biologica.
Se l’emergenza coinvolge locali adibiti alla stabulazione di animali utilizzati a fini sperimentali, si dovranno attuare le istruzioni predisposte a cura del responsabile dello stabulario.
Tali procedure e istruzioni sono – quando necessario – riportate in allegato al presente piano di emergenza.

6. Glossario
Compartimento antincendio: parte di un edificio delimitata da elementi costruttivi di resistenza al fuoco predeterminata, organizzata in modo da evitare la propagazione dell’incendio.
Luogo sicuro: spazio scoperto o compartimento antincendio avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone (luogo sicuro statico) ovvero consentirne il movimento ordinato (luogo sicuro dinamico).
Preposto: soggetto che - per incarico ricevuto oppure di fatto - ha la responsabilità della vigilanza e del controllo dell’operato di altri lavoratori e dei soggetti a loro equiparati.
Punto di raccolta: per punto di raccolta si intende un luogo sicuro, precisamente individuato e segnalato con apposito cartello quando si trova nelle pertinenze dell’insediamento, nel quale si riuniscono le persone allontanate dall’edificio in caso di evacuazione.
Spazio calmo: luogo sicuro statico contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito; tale spazio non deve costituire intralcio alla fruibilità delle vie di esodo e deve avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa di soccorsi.
Unità di soccorso pubblico: sono le unità dei Vigili del Fuoco (115), per l’Emergenza sanitaria (118), i Carabinieri (112), la Polizia (113) ecc., da attivare in funzione del tipo di emergenza in atto.
Via di esodo: percorso senza ostacoli che permette alle persone di raggiungere un luogo sicuro o l’esterno.

Appendice
A. Organizzazione del sistema di prevenzione e protezione
Datore di lavoro
Prof.  Ajani  Gianmaria (Rettore pro tempore)
Tel. 0116702200

Dirigenti delegati (D.Lgs. 81/2008, art. 16)
Dr.  Belli  Adriana 0116704301
Dr.  Barreri  Roberto 0116703034

Responsabile dell’Unità Produttiva
Prof.  Castelli Daniele
Tel. 0116707684

Responsabile del Servizio di Prevenzione e protezione
Siviero  Fabrizio
Tel. 0116704023

ASPP
Fiore Daniela
Tel. 0116704022

ASPP
Palmieri  Amalia
Tel 0116704007

ASPP locale
Dr.  Destefanis  Enrico
Tel. 0116705136

ASPP locale
Sibio  Carmelo
Tel. 0116705156

Medico Competente Coordinatore
Dr.  Perrelli  Ferruccio
Tel. 0116933500

Medico Competente
Dr. Baracco  Alessandro
Tel. 0116933500

Medico Autorizzato
Dr.  Perrelli  Ferruccio
Tel. 0116933500

Esperto Qualificato
Dr.  Visca  Lorenzo
Tel. 3331013507

Tecnico di Radioprotezione
Mallamace  Francesco
Tel. 0116707396

Direzione Tecnica (Ufficio Tecnico)
Ing.  Belli  Adriana
Tel. 0116704301

Direzione Patrimonio, Approvvigionamenti e Logistica
Dr.  Barreri  Roberto
Tel. 0116703034


B. Organigramma per le emergenze

Coordinatore dell’emergenza
 Prof.  Castelli Daniele
Tel 0116705105
Sostituto Coordinatore
 Prof.  Carosi Rodolfo
Tel 0116705189

Capo squadra antincendio
Carbotta Giorgio

Sostituto Capo squadra antincendio
Ceravolo Domenico
Destefanis Enrico
Migliaccio Enrico
Pastero Linda
Sibio Carmelo
Tonon Marco
 Vanzetti  Walter
 
Addetti al primo soccorso
Carbotta  Giorgio
Ceravolo  Domenico
Migliaccio  Enrico
Sibio  Carmelo
Vanzetti  Walter
Zanella  Elena

Personale di custodia/portierato
Addetto Coop REAR
 ANZOLA CARLA
Addetto Coop REAR
 BISCEGLIA  MARIA ANTONIETTA
Addetto Coop REAR
 GUERRIERI  GIANLUCA
Addetto Coop REAR
 MOLLICA ANDREINA

Addetti agli impianti
Sibio Carmelo
Carbotta Giorgio

D. Numeri telefonici per le chiamate di emergenza
Vigili del Fuoco 115
Emergenza sanitaria 118
Carabinieri 112
Polizia 113
Corpo Forestale dello Stato 1515
Protezione civile (Comune di Torino) 800.444.004
ITALGAS – AES (Segnalazione guasti e dispersioni) 800.900.999
SMAT (guasti, rotture ed emergenze acquedotto) 800.239.111
AEM Torino (segnalazione guasti) 800.910.101
ENEL (segnalazione guasti) 803.500
Impianti termici (ing. A. Tartaglino, Ufficio Tecnico) 335.72.63.668

E. Attrezzature in dotazione

1  Armadio con anta Safe-Crash (misure indicative p = 400 – h = 870 – l = 900/500)
1 Giaccone (resistente alla fiamma - imbottitura in lana trattata asportabile - chiusura anteriore -cerniera lampo)
1 stivale professionale in gomma ignifuga, tenuta stagna, suola in ATS, con fascia catarifrangente
1 Elmetto con bardatura interna regolabile, completo di semicalotta
1 Guanto antitaglio e anticalore (terza categoria di rischio – maglia di Kevlar, foderato internamente in cotone)
1 Maschera antigas (facciale intera, a due filtri di classe 1)
2 Filtro polivalente per maschera facciale (A1B1E1K1-P3 o A2B2E2K2-P3)
1 Cintura di posizionamento (a vita)
1 Pinza di ancoraggio
2 Moschettoni
1 Corda in Kevlar (diametro 10 mm - lunghezza 20 m – completa ai due estremi di redancia)
1 Picozzino completo di guaina di protezione in cuoio con sistema di aggancio per cintura
1 Torcia utilizzabile anche come lampada da testa
1 Coperta antincendio (cm 150 x 200)
1 Megafono completo di cinghia di trasporto (materiale antiurto – portata 500 m)

Primo soccorso (*)

1 Borsa con cinghia
3 Mascherine con visiera per soccorritori
15 Guanti sterili monouso (paia)
1 Forbice con manico in plastica 10 cm
1 Forbice taglia abiti (mod. LISTER) 14 cm
2 Pinzette da medicazione in plastica sterili monouso
1 Coperta isotermica
1 Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa
1 Bombola di ossigeno da 2 l con erogatore, flussometro e raccordi per mascherina
3 Mascherine per ventilazione (misure diverse)
1 Pallone Ambu per la ventilazione
3 Cannule di Guedel (misure diverse)
3 Laccio emostatico arterioso (mod. a cinghia con frizione)
1 Flacone per lavaggio oculare
1 Termometro
1 Torcia elettrica tascabile
1 Arcella di plastica
5 Bende altezza cm 10
3 Bende altezza cm 15
3 Bende altezza cm 20
15 Compresse di garza sterile 10 x 10 cm (in busta singola)
2 Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole
1 Confezione di cotone idrofilo
1 Confezione di rete elastica di misura media
1 Rotolo di cerotto in carta alto 2,5 cm
1 Rotolo di cerotto in tela alto 5 cm
2 Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso
2 Teli sterili monouso
1 Flacone acqua ossigenata 100 ml
1 Flacone di disinfettante 250 ml
2 Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro
3 Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml
7 Sacchetti ghiaccio istantaneo
2 Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari
(*) La dotazione per il primo soccorso è comprensiva di tutti i presidi previsti dal D.M. 388/203 per
le aziende dei gruppi A e B (cassetta di pronto soccorso).
N.B.: Le dotazioni standard sopra indicate sono integrate da ulteriori attrezzature
dove sono presenti rischi specifici di tipo chimico, fisico o biologico.

Università degli Studi di Torino
Servizio Centralizzato di Esperto Qualificato
Norme per gli interventi di radioprotezione
Indice
1. Norme in caso di incendio con possibile coinvolgimento di apparecchiature radiogene
1.1 Norme per il personale del laboratorio
1.2 Norme per il Responsabile del laboratorio
1.3 Norme per gli addetti antincendio
1.4 Norme per l’Esperto Qualificato (o eventuale sostituto)
1.5 Norme per la squadra dei Vigili del Fuoco
2. Sottoscrizione
1. Norme in caso di incendio con possibile coinvolgimento di apparecchiature radiogene
La presenza di apparecchiature radiogene in un edificio richiede, in caso di incendio, che il personale intervenga per mettere in sicurezza le apparecchiature e consentire così agli addetti antincendio e/o ai Vigili del Fuoco di intervenire in assenza di rischi legati ad irraggiamento esterno.
Nel seguito vengono riportate delle norme di semplice attuazione, valide per il personale e per il Responsabile dei locali in cui sono installate apparecchiature radiogene (nello specifico diffrattometri, XRF e microscopi elettronici).
1.1. Norme per il personale del laboratorio
Il personale autorizzato operante nel laboratorio che si accorga dell’incendio e ritenga possibile un coinvolgimento delle aree dove sono presenti apparecchiature radiogene, deve:
a) avvertire il Responsabile del laboratorio e gli addetti antincendio, comunicando con esattezza il luogo interessato e le caratteristiche dell’evento;
b) indossare la maschera protettiva (personale o di emergenza);
c) se risulta possibile, senza mettere a rischio la propria e l’altrui incolumità, disattivare immediatamente l’alimentazione delle apparecchiature generatrici di radiazioni utilizzando, ove presente, il fungo di emergenza installato all’esterno del locale o agendo sul quadro elettrico del piano;
d) fornire agli addetti antincendio tutte le informazioni necessarie in relazione all’accaduto e sulla dislocazione di dette apparecchiature, specificando chiaramente se sono in funzione e con erogazione di radiazione in corso o viceversa se sono spenti;
e) abbandonare il luogo dell’incendio quando richiesto dagli addetti antincendio e raggiungere il punto di raccolta;
f) se l’incendio è di proporzioni notevoli ed interessa vari ambienti o l’intero edificio, la prima persona che se ne accorge deve immediatamente attivarsi per avvisare il responsabile del laboratorio ed i Vigili del Fuoco.
1.2. Norme per il Responsabile del laboratorio
Il Responsabile del laboratorio, nel caso si sviluppi un incendio che coinvolga o rischi di coinvolgere locali in cui sono presenti apparecchi che generano radiazioni ionizzanti deve:
a) verificare che gli addetti antincendio siano stati allertati;
b) collaborare con gli addetti antincendio fornendo loro tutte le informazioni necessarie;
c) avvertire il Responsabile dell’Unità produttiva (o in sua assenza il suo sostituto);
d) avvertire l’Esperto Qualificato (o in sua assenza il suo sostituto);
e) avvertire il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
f) chiamare i Vigili del Fuoco (se del caso);
g) al sopraggiungere dei Vigili del Fuoco, fornire tutte le indicazioni utili per la gestione dell’emergenza e per minimizzare gli effetti dovuti al rischio radiologico.
1.3. Norme per gli addetti antincendio
Gli addetti antincendio, quando giungono sul luogo dell’incidente devono:
a) invitare il personale ancora presente sul luogo dell’incidente a recarsi al punto di raccolta;
b) adottare tutte le misure di protezione necessarie ed indossare, ove previsto, i dispositivi di protezione individuale;
c) attuare le operazioni necessarie per l’estinzione dell’incendio, conformemente alle eventuali indicazioni fornite dal Responsabile di laboratorio, coinvolgendo nelle attività il minor numero di operatori possibile;
d) nelle aree ove sono presenti apparecchi con emissione di radiazioni attiva, se necessario, intervenire a rotazione nelle operazioni per minimizzare il contributo di dose individuale da irraggiamento esterno;
e) al sopraggiungere dei Vigili del Fuoco, fornire tutte le indicazioni utili per la gestione dell’emergenza e raggiungere il punto di raccolta.
1.4. Norme per l’Esperto Qualificato (o eventuale sostituto)
L’Esperto Qualificato e/o il suo sostituto, appena presenti sul luogo dell’incidente devono:
a) assumere il coordinamento delle azioni degli addetti alla gestione delle emergenze;
b) verificare che il personale sia fornito ed abbia indossato i dispositivi di protezione individuale qualora siano previsti;
c) verificare che si attui un’opportuna rotazione fra gli operatori impegnati nell’operazione di spegnimento, per minimizzare la dose individuale da irraggiamento esterno;
d) restare a disposizione dei Vigili del Fuoco per fornire tutte le indicazioni utili.
1.5. Norme per la squadra dei Vigili del Fuoco
La squadra dei Vigili del Fuoco, quando giunge sul luogo dell’incidente, deve:
a) acquisire dall’Esperto Qualificato, dal Responsabile del laboratorio e dagli addetti antincendio tutte le indicazioni necessarie circa le apparecchiature radiogene presenti nel laboratorio;
b) indossare i dispositivi di protezione individuale per proteggersi da una eventuale irradiazione esterna.
2. Sottoscrizione
Le presenti norme sono allegate al Piano di emergenza predisposto per l’edificio
Denominazione:  Dipartimento di Scienze della Terra
Codice:  035-A-B-C
Indirizzo:  Via Valperga Caluso, 35
Località:  Torino
Prov. TO
CAP 10125
e ne costituiscono parte integrante.
Data 25/03/2014
L’Esperto Qualificato
.........................................
f.to Lorenzo Visca
(Dr. Lorenzo Visca)

Ultimo aggiornamento: 09/11/2015 15:18
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